Il sitting volley è una disciplina paralimpica della pallavolo, praticata da atleti con disabilità fisiche e, in alcune competizioni, anche da normodotati. Nato nei Paesi Bassi negli anni ’50, è oggi diffuso a livello internazionale ed è presente nei Giochi Paralimpici dal 1980.

A differenza della pallavolo tradizionale, il sitting volley si gioca da seduti su un campo più piccolo (10×6 metri) e con una rete più bassa (1,15 metri per gli uomini e 1,05 metri per le donne). I giocatori devono mantenere sempre il contatto con il terreno, anche durante i movimenti e le schiacciate. Le regole sono simili alla pallavolo classica, con sei giocatori per squadra, tre tocchi massimi per azione e il divieto di sollevare il bacino durante le giocate.
La nostra squadra maschile di Sitting Volley partecipa quest’anno al campionato nazionale di Serie A2, mentre la nostra squadra mista si è classificata al secondo posto della Rotary Cup 2022-2023 (Silver edition)

Questa disciplina favorisce inclusione e integrazione, permettendo a persone con e senza disabilità di giocare insieme. È praticata sia a livello amatoriale che agonistico, con tornei nazionali e internazionali organizzati dalla World ParaVolley e dalle federazioni nazionali.
Oltre agli aspetti competitivi, il sitting volley è un’ottima attività riabilitativa, migliorando forza, coordinazione e spirito di squadra. Grazie alla sua accessibilità, è sempre più diffuso in scuole, associazioni sportive e centri di riabilitazione.
In Italia, la Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) promuove il sitting volley con campionati e programmi di sviluppo, rendendolo un punto di riferimento per lo sport paralimpico.
